Torna a Protagonisti

Maria Cristina Valsecchi

Maria Cristina Valsecchi
Laureata in Fisica nel lontano 1996, ho un master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste e dal 1998 lavoro come giornalista free lance, occupandomi prima di scienza in generale e poi, poco a poco, specializzandomi nell’ambito della ricerca medica e in particolare della salute riproduttiva. Ho collaborato con diverse testate italiane e straniere. Attualmente scrivo per il trimestrale “Io e il mio Bambino”, di RCS MediaGroup, per il Magazine di Fondazione Telethon, per le testate online “Scienza in Rete” e “Univadis”, per il sito web “Fatti per capire” del Museo della Scienza di Milano e occasionalmente per il settimanale Elle e il mensile Marie Claire del Gruppo Hearst. Sono attivista dei diritti sessuali e riproduttivi. Faccio parte della neonata associazione Prochoice ETS e svolgo attività di verifica delle evidenze scientifiche e contrasto della disinformazione diffusa dai movimenti anti-scelta in Italia e in Europa. Alcuni miei articoli sono stati citati nell’ultimo rapporto “The Next Wave: How Religious Extremism Is Regaining Power” dello European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights, cosa di cui sono molto fiera.

In programma

Dubitare, ma con giudizio. Il ruolo del giornalismo scientifico tra dati e convinzioni personali

Sab. 07 nov. • ore 15:15
Con Manuela Callari, Maria Cristina Valsecchi e Vito Tartamella Modera Gianluca Dotti In collaborazione con SWIM - Science Writers in Italy Fine vita, salute delle persone LGBTQ+, diritti sessuali e riproduttivi, sperimentazione animale, crisi climatica: sono tutti temi su cui la scienza ha qualcosa da dire, eppure spesso vengono discussi come fossero solo questioni di valori, di fede o di appartenenza politica. Il risultato è un cortocircuito in cui i dati contano meno delle convinzioni, e in cui persino i numeri possono essere scelti e piegati per sostenere una tesi. Ne parliamo insieme a SWIM - associazione italiana di giornalismo e comunicazione scientifica - con giornaliste e giornalisti premiati di recente per il loro lavoro. Partiamo dai loro articoli per raccontare come si fa oggi giornalismo scientifico, tra fonti, dati e verifiche. Poi proviamo a esercitare il dubbio in tre direzioni: verso l’intelligenza artificiale, che promette di cambiare il mestiere ma porta con sé bias e falsi miti; verso la propria neutralità, perché nessuno racconta la scienza da un punto di vista neutro e riconoscere la propria posizione, anche da attivisti, è il primo passo per un’informazione onesta; e verso i confini geografici, perché scrivere per testate estere e far parte di reti internazionali di colleghi cambia il modo di guardare ai temi e al pubblico..
AULA E | Palazzo del Bo