Con Tommaso Cinquemani
Quante volte abbiamo pensato che il cibo di una volta avesse un altro sapore e fosse più buono e genuino? E quante volte abbiamo comprato un prodotto perché sull’etichetta c’era scritto «Senza pesticidi» o «Senza Ogm»? Magari abbiamo speso qualche euro in più per una confezione di fragole biologiche o biodinamiche, e ci siamo indignati quando abbiamo sentito della possibilità di mangiare insetti oppure di coltivare la carne.
Siamo convinti che un’agricoltura “più naturale” sarebbe da preferire: niente chimica, niente biotecnologie, solo varietà antiche e piccole produzioni a chilometri zero. Ma staremmo davvero meglio?
Quante volte abbiamo pensato che il cibo di una volta avesse un altro sapore e fosse più buono e genuino? E quante volte abbiamo comprato un prodotto perché sull’etichetta c’era scritto «Senza pesticidi» o «Senza Ogm»? Magari abbiamo speso qualche euro in più per una confezione di fragole biologiche o biodinamiche, e ci siamo indignati quando abbiamo sentito della possibilità di mangiare insetti oppure di coltivare la carne.
Siamo convinti che un’agricoltura “più naturale” sarebbe da preferire: niente chimica, niente biotecnologie, solo varietà antiche e piccole produzioni a chilometri zero. Ma staremmo davvero meglio?