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Laura Gianotti

Laura Gianotti
È medico endocrinologo dal 1997. Si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Torino nel 1992, dove ha conseguito la specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Ricambio. Ha maturato una lunga esperienza clinica e di ricerca nell’ambito dell’endocrinologia, della diabetologia e delle malattie metaboliche. Dal 1997 al 2003 ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Torino, occupandosi in particolare degli aspetti neuroendocrini e metabolici dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e degli stati di malnutrizione. Ha svolto attività didattica universitaria come Professore a contratto di Neuroendocrinologia presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università di Torino, dal 2006 al 2026, e attualmente è docente in master universitari dedicati alla Psiconeuroendocrinologia e alle malattie del metabolismo osseo. Dal 2007 al 2023 ha lavorato come dirigente medico presso la Struttura Complessa di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo. Dal 2023 è Direttore della Struttura Complessa di Diabetologia Territoriale e Malattie del Metabolismo dell’ASL CN1 di Cuneo. La sua attività clinica e di divulgazione si concentra in particolare sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, l’obesità, le malattie del metabolismo osseo, il diabete mellito e gli aspetti psiconeuroendocrinologici delle malattie croniche, con particolare attenzione all’interazione tra aspetti biologici, metabolici e psicologici nella salute e nella malattia.

In programma

Non sono la mia malattia. Oltre la categoria diagnostica clinica per ritrovare la cura della persona

Dom. 08 nov. • ore 15:00
Con Augusto Consoli, Sergio Della Sala e Laura Gianotti Modera Enrica Favaro Una diagnosi clinica e in particolare psichiatrica può essere uno strumento prezioso per i medici per orientarsi nella complessità della patologia, condividere un linguaggio clinico e individuare percorsi di cura. Ma una persona non coincide mai con la propria diagnosi. Dietro ogni categoria diagnostica esistono una storia, relazioni, esperienze, desideri, paure e risorse che nessuna classificazione può contenere completamente. Fare un salto oltre la categoria clinica e in particolare psichiatrica significa allora recuperare una visione della cura capace di tenere insieme la dimensione biologica, psicologica, sociale e relazionale, senza contrapporre la precisione della medicina all’unicità dell’esperienza individuale. In questa prospettiva, ad esempio la medicina narrativa diventa uno strumento per restituire centralità alla storia della persona: ascoltare ciò che racconta, comprendere il significato che attribuisce alla propria esperienza di malattia e costruire, insieme, un percorso terapeutico che non si limiti a trattare un disturbo, ma si prenda cura di chi lo vive. La narrazione non sostituisce la diagnosi, le evidenze scientifiche o gli strumenti della medicina: li integra, ampliando lo sguardo clinico. Una medicina a 360 gradi, in cui competenza scientifica e ascolto, diagnosi e storia personale, cura della malattia e cura della persona possano dialogare per costruire percorsi più umani, condivisi e significativi.
AUDITORIUM | Centro Altinate