Enrica Favaro
È medico e biotecnologa, con un dottorato in Fisiopatologia Medica. Specializzanda in Scienze dell'Alimentazione, e lavora all’Università di Torino nel Dipartimento di Scienze Mediche dove è coinvolta in progetti di ricerca su vescicole extracellulari, cellule staminali e diabete di tipo 1 ed è la referente della Terza Missione del Dipartimento. È autrice di pubblicazioni scientifiche e review su riviste internazional. È socia di Frame- Divagazioni Scientifiche e fa parte della direzione del Food&Science Festival.

In programma

I diritti del paziente oncologico

Sab. 07 nov. • ore 15:00
Con Giacomo Cardaci e Francesco Perrone Modera Enrica Favaro Con il sostegno di Fondazione AIRC
AULA NIEVO | Palazzo del Bo

Dal triage in pronto soccorso all’organizzazione sanitaria: pratiche e strumenti innovativi

Sab. 07 nov. • ore 16:15
Con Marina Civita, Alessandro Faorlin e Silvia Tedeschi Modera Enrica Favaro Con il sostegno di auxiell Il Pronto Soccorso rappresenta uno dei principali punti di intersezione tra domanda sanitaria, complessità clinica e organizzazione dei servizi. Il progressivo aumento degli accessi, la variabilità dei bisogni assistenziali e la necessità di garantire tempestività, appropriatezza e sicurezza rendono il processo di triage e la gestione dei flussi elementi strategici per il funzionamento dell’intero sistema sanitario. In questo contesto, l’innovazione non coincide esclusivamente con l’introduzione di nuove tecnologie, ma comprende l’evoluzione dei processi, dei modelli organizzativi e degli strumenti di gestione. In questa prospettiva, il Pronto Soccorso può rappresentare un laboratorio privilegiato per sperimentare modelli organizzativi capaci di estendere i principi del miglioramento continuo all’intera organizzazione sanitaria.
Spazio 35 | Centro Altinate

Questo clima ci preoccupa: l'impatto sulla salute del riscaldamento globale

Sab. 07 nov. • ore 18:00
Con Andrea Devecchi e Andrea Pezzana Modera Enrica Favaro La salute delle persone, quella degli animali e quella degli ecosistemi sono profondamente interconnesse in un approccio One Health: una prospettiva che ci invita a superare la separazione tra salute umana e salute dell’ambiente per comprendere come i cambiamenti che avvengono intorno a noi possano avere effetti concreti anche sul nostro benessere. Cambiamento climatico, perdita di biodiversità, inquinamento e trasformazioni degli ecosistemi non sono soltanto questioni ambientali: possono influenzare la salute psicofisica, le nostre abitudini quotidiane e le nostre scelte nutrizionali. In questo contesto si parla sempre più di eco-preoccupazione, un insieme di paure e sentimenti di impotenza legati alla crisi ambientale. Preoccupazioni per il cambiamento climatico, sostenibilità, senso di responsabilità, controllo del cibo e immagine corporea possono talvolta incontrarsi. Un’occasione per parlare di crisi ambientale introducendone la complessità: prendersi cura dell’ambiente significa, sempre più, prendersi cura della salute e costruire insieme strumenti per affrontare il futuro.
AULA NIEVO | Palazzo del Bo

Non sono la mia malattia. Oltre la categoria diagnostica clinica per ritrovare la cura della persona

Dom. 08 nov. • ore 15:00
Con Augusto Consoli, Sergio Della Sala e Laura Gianotti Modera Enrica Favaro Una diagnosi clinica e in particolare psichiatrica può essere uno strumento prezioso per i medici per orientarsi nella complessità della patologia, condividere un linguaggio clinico e individuare percorsi di cura. Ma una persona non coincide mai con la propria diagnosi. Dietro ogni categoria diagnostica esistono una storia, relazioni, esperienze, desideri, paure e risorse che nessuna classificazione può contenere completamente. Fare un salto oltre la categoria clinica e in particolare psichiatrica significa allora recuperare una visione della cura capace di tenere insieme la dimensione biologica, psicologica, sociale e relazionale, senza contrapporre la precisione della medicina all’unicità dell’esperienza individuale. In questa prospettiva, ad esempio la medicina narrativa diventa uno strumento per restituire centralità alla storia della persona: ascoltare ciò che racconta, comprendere il significato che attribuisce alla propria esperienza di malattia e costruire, insieme, un percorso terapeutico che non si limiti a trattare un disturbo, ma si prenda cura di chi lo vive. La narrazione non sostituisce la diagnosi, le evidenze scientifiche o gli strumenti della medicina: li integra, ampliando lo sguardo clinico. Una medicina a 360 gradi, in cui competenza scientifica e ascolto, diagnosi e storia personale, cura della malattia e cura della persona possano dialogare per costruire percorsi più umani, condivisi e significativi.
AUDITORIUM | Centro Altinate